Articolo

Iniziamo il nostro percorso formativo e di aggiornamento di questo anno con il primo numero del 2023.

Si prospetta un altro anno di cambiamento in continuità con i pregressi e con la progettualità passata, ma anche un anno ricco di idee e spunti del nuovo Presidente e del nuovo Direttivo che si sono insediati.

E proprio in linea con la storia e la miglior tradizione del nostro Società, la rivista prosegue il suo cammino di crescita per migliorare l’offerta formativa e nel contempo offrire a tutti – e in particolare ai più giovani – la possibilità di produrre articoli scientifici di più alto livello, essendo stati migliorati dalla revisione di colleghi “pari” ed esperti che ci dedicano tempo e lavoro (come forse avrete notato, abbiamo anche allargato il numero dei presenti nella redazione inserendo molti giovani che ci aiutano nella gestione della rivista) per editare articoli migliori. Solo così possiamo aspirare a un’audience internazionale.

Ma per raggiungere l’obiettivo è ovviamente necessario avere una versione in lingua inglese almeno dell’abstract, anche se ovviamente invitiamo tutti – e accettiamo con grande favore – i vostri articoli già scritti in inglese. La nostra redazione cercherà di emendare eventuali errori. Questo è un passo obbligato per la diffusione in ambiente internazionale e per la ricerca e il recupero degli articoli dal web.

La FAD di questo numero – “L’ipersensibilità a farmaci nel bambino: come comportarsi” – è frutto della Commissione Farmaci coordinata da Carlo Caffarelli, coadiuvato per questo lavoro in particolare da Fabrizio Franceschini. È un argomento che non interessa solo il pediatra di libera scelta e il pediatra ospedaliero, ma che coinvolge anche molti medici di medicina generale e di pronto soccorso; in altre parole è un argomento di ampio respiro e anche molto complesso e critico sia per il sospetto diagnostico che per la diagnosi corretta (accertamento del nesso causale) che per la terapia, soprattutto quando non esistono farmaci alternativi. Le reazioni avverse ai farmaci sono frequenti sia nella pratica ambulatoriale che ospedaliera: sono causa del 3-6% dei ricoveri e avvengono nel 10-15% dei soggetti ricoverati. La presenza di diversi meccanismi patogenetici rende difficile il percorso diagnostico, che comunque deve essere intrapreso ove possibile, evitando di eliminare un farmaco per sospetta allergia senza una prova reale. E questo articolo rappresenta una vera e propria guida pratica che consente di arrivare alla diagnosi seguendo l’iter più consono; abbondano le indicazioni pratiche, precise e difficilmente rintracciabili, come gli score clinici utilizzati nel sospetto di pustolosi acuta esantematica generalizzata, di sindrome di Steven-Johnson/necrolisi epidermica tossica, di DRESS o DHIS (Drug Induced Hypersensitivity Reaction). Queste sindromi, in particolare, sono quadri particolarmente gravi che è fondamentale riconoscere subito e per i quali, nella maggior parte dei casi, si sconsiglia di proseguire l’iter diagnostico per il farmaco sospetto. Ma non solo. Vi si possono trovare suggerimenti sui tempi e sulle modalità di approccio alla diagnosi per la maggior parte delle categorie di farmaci che usa il pediatra, nonché tutti i dettagli e le procedure per la desensibilizzazione ai farmaci che per diverse motivazioni non possono essere sostituiti da altre preparati analoghi. Questa evenienza è frequente soprattutto nel settore immunologico e oncoematologico, in cui i farmaci sono spesso insostituibili ed è quindi indispensabile proseguire con il farmaco offending. In sintesi: un articolo completo e di amplissimo interesse, aggiornato e di grande attualità.

Ci preme inoltre segnalarvi l’articolo “Molecular pathways involved in human genetic susceptibility to infections: from the bedside to the bench”, coordinato da Francesca Conti. Illustra dettagliatamente le vie immunologiche coinvolte nella suscettibilità genetica alle infezioni in un percorso che si snoda tra i fini meccanismi di regolazione della risposta immunitaria, frutto della diversa interazione ed espressione di geni, e l’espressività clinica che si sostanzia nella specifica caratterizzazione delle diverse infezioni. A prima vista può sembrare un articolo di scarso interesse per il clinico e di esclusivo interesse per i ricercatori e gli immunologi di laboratorio; in realtà pensiamo sia di grande aiuto anche per il clinico perché apre nuovi orizzonti approfondendo e aiutando a comprendere la patogenesi di alcune immunodeficienze poco note e più diffuse di quanto immaginiamo. Seppur raro, non è infatti così eccezionale trovarsi di fronte a bambini con infezioni gravi e persistenti o ricorrenti che non si riescono a inquadrare: in questi casi è doveroso sospettare che possano essere implicati difetti dei meccanismi immunologici sottesi e questo lavoro ci guida a indirizzare gli accertamenti nei centri e nei laboratori idonei e a trovare, nei casi più fortunati, anche la terapia adeguata.

Una nuova prospettiva sugli acari ci viene offerta dall’articolo “Gli acari (della polvere) tra ieri, oggi e domani”, a cura della Commissione sulle Nuove Tecnologie, coordinata da Salvatore Tripodi. Apparentemente degli acari conosciamo tutto, ma ancora non sappiamo bene come trovare risposte adeguate a livello ambientale per ridurne la carica e curare i sintomi, evitando di ricorre a farmaci o a immunoterapia specifica. Nel lavoro, oltre a un excursus aggiornato su questa allergia, gli autori ci propongono un approccio innovativo. Accanto alle misure più “tradizionali” di prevenzione ambientale (costante e accurata pulizia degli ambienti, uso di aspirapolvere con filtro HEPA, controllo dell’umidità ambientale e impiego di fodere antiacaro di ultima generazione), sembra dare risultati promettenti l’impiego di apparecchi a ultrasuoni nelle camere da letto. Sarebbe un approccio molto semplice e per nulla invasivo, ma i risultati sono ancora preliminari e sono necessari studi ulteriori per un utilizzo routinario di questi apparecchi.

Infine, segnaliamo i commenti su una recente revisione sistematica e metanalisi sul comportamento da tenere nei confronti della rivaccinazione in caso di una prima reazione allergica al vaccino SARS-CoV-2, a opera della Commissione Vaccini coordinato da Viviana Moschese. Come sappiamo, l’argomento è controverso, ma questa metanalisi suggerisce con moderata certezza che il rischio di grave reazione allergica immediata alla seconda dose di vaccino a mRNA è basso anche tra le persone che hanno avuto una reazione alla prima dose di vaccino, per cui non sembra giustificata – e va rivista – la controindicazione assoluta alla rivaccinazione nei pazienti che hanno presentato una reazione allergica anche grave alla prima dose.

Ma questo è anche il numero in cui tradizionalmente presentiamo insieme al Presidente il nostro Congresso Nazionale, esattamente il XXV Congresso della SIAIP che si terrà a Roma il 13-15 aprile.

Speriamo di trovarvi tutti, speriamo in una massiccia presenza entusiastica e allegra come sempre. Saluteremo il nostro past-President Gian Luigi e dal nuovo Direttivo avremo aggiornamenti sulla gestione, la politica, le relazioni internazionali della nostra Società e della nostra Rivista, del Sito web e delle iniziative che caratterizzeranno il prossimo triennio.

Trovarci di persona è già di per sé una ricchezza, trovarci nell’ambito dei nostri congressi è una vera gioia, un’occasione unica di aggiornamento, un’opportunità per amicizie affettuose e sincere e per cementare reciproca conoscenza e complementazione tra vecchie e nuove generazioni.

Vi aspettiamo con emozione e autentico entusiasmo.

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Authors

Marzia Duse - Co-Direttore, RIAP

Giampaolo Ricci - Co-Direttore, RIAP

How to Cite
Duse, M., & Ricci, G. (2023). Editoriale. Italian Journal of Pediatric Allergy and Immunology, 37(1). Retrieved from https://www.riaponline.it/article/view/242
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