Impatto del COVID-19 nei bambini in Italia: risultati di una survey tra i pediatri italiani

A cura della Commissione Rinosinusite e Congiuntivite della SIAIP: Cristiana Indolfi 1, Lucia Diaferio 2, Giuseppe F. Parisi 3, Daniele Ghiglioni 4, Giulia Brindisi 5, Annamaria Zicari 5, Giuseppe Marchese 16, Michele Miraglia del Giudice 1

1 Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli; 2 UOC Pediatria Generale e Pronto Soccorso, Azienda Ospedaliero-Universitaria “Consorziale-Policlinico”, Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, Bari; 3 UOC Broncopneumologia Pediatrica, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Catania; 4 Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano - UOSD Pediatria Alta Intensità di Cura - Ambulatorio Allergologia Pediatrica, Milano; 5 UOS Allergologia Pediatrica, Sapienza Università di Roma, Roma; 6 Pediatra di libera scelta, Valcamonica, ATS della Montagna, Brescia

Background: è noto che il COVID-19 è attualmente meno grave nei bambini rispetto agli adulti e che l’asma e l’allergia non sono incluse nelle prime 10 comorbidità correlate ai decessi per COVID-19. Al fine di valutare l’impatto del COVID-19 nei bambini tra i pediatri Italiani, la Commissione Rinosinusite e Congiuntivite della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) ha avviato un sondaggio online anonimo costituito da 20 domande a 250 pediatri italiani con particolare attenzione ai sintomi allergici e/o interessamento delle vie aeree superiori. 

Metodi: il questionario è stato ideato e pre-testato nell’aprile 2020, da un gruppo di lavoro di esperti della SIAIP, e strutturato in diverse sezioni di 20 domande categorizzate e a risposta multipla. La prima parte includeva domande sui dati epidemiologici, mentre una seconda parte valutava il modo di gestire una sospetta infezione da COVID-19 e le esperienze personali al riguardo. La terza parte riguardava le caratteristiche e le manifestazioni cliniche dei pazienti. Il sondaggio è stato inviato via email tra aprile e metà maggio 2020.

Risultati: un totale di 99 pediatri hanno partecipato al nostro sondaggio e hanno fornito risposte al nostro questionario elettronico. La distribuzione dei pazienti, riportati per mese, variava significativamente a seconda dell’area geografica (p = 0,02). I dati hanno confermato che nel Nord Italia il tasso di pazienti segnalati è più alto che nel resto d’Italia. Quasi tutti gli intervistati (98%) hanno riferito di prendersi cura di un massimo di 10 bambini infetti e circa il 2% di più di venti pazienti. Tra questi pazienti, secondo il 75% dei responder, una percentuale di circa il 20% era affetto da rinocongiuntivite allergica, in particolare al Nord Italia mentre al Centro e al Sud si registrava una maggiore incidenza (p = 0,09 ). Quasi gli stessi risultati erano riportati per l’asma, poiché l’83% dei rispondenti ha dichiarato un massimo del 20% dei bambini affetti era asmatico, dal 20 al 40% per il 13,5% dei rispondenti e dal 40 al 60% per il restante 3, 5%. Come per la congiuntivite allergica anche per l’asma, è stata riscontrata una maggiore incidenza al Centro e al Sud rispetto al Nord (p = 0,03). 

Conclusioni: questo studio è il primo a fornire una revisione completa sull’impatto del COVID-19 tra i pediatri in Italia relativamente all’asma allergico e al coinvolgimento delle vie aeree superiori. Dal nostro punto di vista fornisce importanti informazioni chiaramente utili per migliorare la pratica clinica. 

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